Coronavirus, a Bologna focolaio alla Brt (ex Bartolini): 64 positivi. «Casi anche a Tnt e Dhl»

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Coronavirus, a Bologna focolaio alla Brt (ex Bartolini): 64 positivi. «Casi anche a Tnt e Dhl»

64 dipendenti della ditta di trasporti Brt a Bologna sono risultati positivi. L’azienda resta però attiva, e si attrezza per test a tappeto. «Quattro casi anche in Dhl e Tnt»

Un nuovo focolaio di coronavirus si è sviluppato a Bologna, presso l’azienda Brt (ex Bartolini). I dipendenti e i collaboratori risultati positivi sono 54; ci sono un’altra decina di positivi in altri magazzini della logistica tra l’Interporto e Calderara di Reno di cui, secondo il sindacalista Simone Carpeggiani di SiCobas, «2 in Dhl, 2 in Tnt, 2 in Pelletways». I sintomatici sono 9; due i ricoverati. Lo screening per cercare di confinare il focolaio è ora esteso a 370 persone. «È una cosa grossa, la situazione sta peggiorando. Parliamo di almeno mille persone, siamo preoccupati: anche perché nessuna di queste aziende ha chiuso», ha detto Carpeggiani a Fanpage.

I primi due casi di positività sono stati registrati qualche giorno fa. Secondo quanto dichiarato da Brt, a originare il cluster di contagi sarebbero stati «lavoratori di servizi logistici di magazzino» di una «società esterna».

Il caso viene tenuto sotto controllo dalla Ausl, dal Comune di Bologna e dall’assessorato alla Sanità. «Il focolaio è sotto controllo e sappiamo dove fare le indagini— assicura Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Bologna— è probabile che ci sia un’evoluzione in crescita nei prossimi giorni. Anzi, più troviamo nuovi casi e meglio è, perché vuol dire che la nostra attività sta funzionando». I controlli sono stati estesi a tutti i dipendenti e alle loro famiglie: in tutto, 370 persone.

«Non tutti portavano la mascherina»

Le prime informazioni sul cluster di nuovi casi sono stati diffusi dal sindacato SI Cobas, che lunedì aveva pubblicato un comunicato sulla situazione nella sede di Bartolini in via Cerodolo, a Bologna: nel testo si parlava di «quattro operai colpiti dal Coronavirus», poi «saliti a 12». Come si è diffuso il contagio? «Il problema», spiega il responsabile dell’Ausl, «è che le regole vanno rispettate. Nella notte di giovedì scorso, il 18 giugno, l’Ausl ha fatto un sopralluogo a sorpresa nel magazzino di Bartolini alle Roveri, riscontrando mancanze e facendo alcune prescrizioni all’azienda. Non tutti portavano la mascherina, non era sempre garantito il rispetto delle distanze e c’erano alcune mancanza anche sulla gestione dei locali in termini di pulizia».

FONTE: CORRIERE DELLA SERA

 

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