Nuova truffa con addebito diretto. Se vedi questa cifra sul conto, sei nel mirino
La nuova truffa con addebito diretto colpisce principalmente conti correnti in Germania, prelevando 89,90 euro alla volta senza autorizzazione delle vittime. I truffatori usano dati personali rubati via chiamate illecite o portali falsi per simulare un contratto con la società Megatipp Emergency Call Services, giustificando l’addebito con una “tessera” per contatti d’emergenza mai ordinata. Questa tecnica rischia di diffondersi in Europa, inclusa l’Italia, sfruttando vulnerabilità nei pagamenti SEPA.
Come Funziona
I malviventi rubano IBAN e dettagli personali tramite telefonate da numeri stranieri o siti truffaldini mascherati da legittimi. Inseriscono questi dati per creare un falso contratto e attivare addebiti diretti ricorrenti di 89,90 euro, spesso multipli. Le vittime non ricevono comunicazioni preventive né prodotti, e i fondi finiscono in Turchia via Malta, complicando il tracciamento.
Come Difendersi
Controlla regolarmente i movimenti del conto per individuare addebiti anomali come 89,90 euro da Megatipp. Contatta subito la banca per bloccare la transazione e gli ulteriori prelievi, richiedendo rimborso per operazioni non autorizzate entro 13 mesi. Rafforza la sicurezza evitando di condividere dati bancari e usando autenticazione forte (SCA) per bonifici e pagamenti.
Contesto in Italia
In Italia, simili truffe SEPA sono segnalate, ma dal 9 ottobre 2025 le banche verificano nome-IBAN per bonifici, riducendo rischi. Segnala incidenti alla Polizia Postale o associazioni consumatori per indagini. Attiva notifiche push dalla banca per monitorare transazioni in tempo reale.
Se ti trovi un addebito da 89,90 euro che non riconosci (es. Megatipp Emergency Call Services), devi trattarlo come potenzialmente fraudolento e muoverti subito in più step coordinati.
1. Blocca subito l’addebito
- Contatta immediatamente la banca (call center, app o filiale) e segnala che l’addebito diretto è non autorizzato.
- Chiedi il blocco di ulteriori addebiti dallo stesso creditore e, se possibile, inseriscilo in “lista nera”/lista creditori indesiderati (funzione prevista dal sistema SEPA).
- Se usi app bancaria, verifica se è disponibile la funzione “contesta/rimborsa addebito diretto” e avviala subito.
2. Chiedi il rimborso formale
- Per gli addebiti SEPA “core” puoi chiedere rimborso senza motivazione entro 8 settimane; se il mandato è inesistente o falso, hai fino a 13 mesi per contestare l’operazione come non autorizzata.
- Specifica espressamente alla banca che non hai mai firmato un mandato SEPA per quel creditore (es. Megatipp Emergency Call Services) e chiedi lo storno integrale.
- Pretendi conferma scritta della contestazione (email/PEC o messaggio in area riservata) e conserva copia di estratto conto e reclamo.
3. Controlla gli altri movimenti
- Esamina gli ultimi mesi di estratti conto per vedere se ci sono altri addebiti simili (importi di circa 90 euro, nomi azienda insoliti, IBAN esteri – ad esempio inizianti con MT per Malta).
- Se trovi altre operazioni sospette (addebiti o bonifici), contesta anche quelle nello stesso reclamo alla banca.
- Attiva notifiche istantanee via app/SMS/email per ogni movimento, così intercetti subito nuovi tentativi.
4. Denuncia e segnalazioni
- Presenta denuncia alle Forze dell’Ordine (Polizia Postale / Carabinieri), allegando estratti conto e risposta della banca: le autorità stanno già seguendo casi legati a questa frode.
- Chiedi alla banca se è utile aprire anche un reclamo formale all’Ufficio reclami interno e, se non risponde o nega il rimborso, valuta Arbitro Bancario Finanziario (ABF).
- Puoi segnalare il caso anche ad associazioni consumatori, che raccolgono queste truffe e aiutano nella gestione del reclamo.
5. Metti in sicurezza i tuoi dati
- Ripensa alle ultime settimane: hai ricevuto chiamate da numeri esteri che chiedevano dati personali, o inserito IBAN/dati su siti sospetti legati a “tessere d’emergenza”, “card sanitarie”, ecc.?
- Se sospetti furto di dati, cambia subito password di home banking, email principale e servizi critici, attivando l’autenticazione a due fattori dove possibile.
- In futuro, non fornire mai IBAN, data di nascita, indirizzo completo e recapiti a call center non verificati o portali non ufficiali: con quei dati i truffatori possono impostare altri addebiti diretti.
Se vuoi, si può preparare un testo “pronto uso” (email/PEC) da inviare alla tua banca per contestare formalmente questo specifico addebito da 89,90 euro.
Quando vai da Polizia Postale, Polizia, Carabinieri o Guardia di Finanza, devi raccontare i fatti in modo cronologico e molto concreto, portando tutti i documenti utili. Puoi anche chiedere di sporgere denuncia/querela contro ignoti per truffa bancaria/online legata a un addebito diretto non autorizzato da 89,90 euro.
Cosa portare con te
- Documento d’identità e codice fiscale.
- Estratti conto con evidenza degli addebiti sospetti (es. 89,90 euro, nome del creditore, data, IBAN).
- Eventuali email/SMS/chiamate sospette, screenshot dell’app bancaria, comunicazioni con la banca, copia del reclamo o risposta dell’istituto.
Cosa dire in modo chiaro
Puoi impostare il racconto così (anche a voce, sarà messo a verbale):
- Chi sei: “Mi chiamo …, nato a … il …, residente a …, recapito telefonico …”.
- Cosa è successo:
- “In data … ho riscontrato sul mio conto corrente un addebito diretto SEPA di 89,90 euro che non ho mai autorizzato né richiesto, intestato a … (es. Megatipp Emergency Call Services) con IBAN …”.
- “Non ho mai firmato né confermato alcun mandato SEPA o contratto con questo soggetto, né ricevuto il servizio/prodotto indicato”.
- Cosa hai fatto subito:
- Perché sospetti una truffa:
Cosa chiedere espressamente
- “Chiedo di sporgere formale denuncia/querela per truffa contro ignoti (o contro il soggetto che risulterà responsabile) e l’acquisizione della documentazione allegata”.
- “Chiedo che siano svolti gli accertamenti per verificare l’origine dell’addebito, i flussi verso l’IBAN del beneficiario e l’eventuale collegamento con altre truffe simili”.
- “Chiedo rilascio di copia protocollata della denuncia per eventuali ulteriori azioni verso la banca e altri enti”.
Se fai una segnalazione online
- Dal sito della Polizia Postale puoi fare una segnalazione (non sempre sostituisce la denuncia formale, ma è utile per dare traccia e far emergere il fenomeno).
- Nel form online descrivi gli stessi elementi: data, importo, nome del creditore, banca, recapiti tuoi, allegando estratti conto e screenshot rilevanti.
Se vuoi, si può trasformare questo schema in un testo completo già pronto da stampare e portare in ufficio di Polizia/Carabinieri/GdF o da usare come base per la denuncia scritta.
Oppure segnala da QUI










