Da molestatori a vittime: la crisi dei call center
La crisi dei call center in Italia vede gli operatori, spesso percepiti come “molestatori” per le chiamate indesiderate di telemarketing, trasformarsi in vittime di una grave instabilità occupazionale. Articolo recente de La Stampa del 11 gennaio 2026 evidenzia questa inversione di ruoli, legata a scioperi e rischi di licenziamenti.
Contesto della Crisi
Il settore affronta trasferimenti forzati a centinaia di km, clausole sociali eluse e gare d’appalto che minacciano migliaia di posti, come nei call center Enel con 7.000 lavoratori a rischio. Scioperi nazionali, con adesioni al 100% in alcune sedi, protestano contro delocalizzazioni e transizione digitale senza tutele.
Da Molestatori a Vittime
Gli operatori subiscono cassa integrazione, part-time ridotti e stipendi bassi (circa 1.150 euro netti), sentendosi “sotto ricatto” nonostante l’indispensabilità durante emergenze come il Covid. La repressione su chiamate moleste (Agcom, Registro Opposizioni) riduce il lavoro, aggravando la crisi con esuberi in aziende come Konecta e Comdata.
Impatti Occupazionali
- Circa 40.000 operatori colpiti, con 650 a rischio solo a Casarano e 800 a Taranto.
- Sindacati (Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil) chiedono tavoli governativi per fermare gare e garantire stabilità.
- Crisi diffusa in Piemonte, Puglia e altrove, con piani industriali che prevedono chiusure sedi.
Le cause principali della crisi nei call center italiani nel 2026 derivano da appalti al ribasso, automazione spinta dall’IA e mancata applicazione delle clausole sociali. I committenti come Enel, Tim e WindTre riducono i servizi per clienti “low-cost”, privilegiando abbonamenti premium e causando esuberi massicci.
Appalti al Ribasso e Dumping
Le gare d’appalto premiano i minori costi, portando a dumping contrattuale, stipendi bassi e instabilità occupazionale per oltre 40.000 addetti. Questo meccanismo genera un circolo vizioso di subappalti e contrazione dei volumi di lavoro.
Automazione e Transizione Digitale
L’introduzione di IA e processi automatizzati riduce il perimetro occupazionale del 35-40%, come nei bandi Enel che impongono tali tecnologie ai vincitori. Le aziende usano l’AI come alibi per tagli, deviando chiamate e limitando assistenza gratuita.
Trasferimenti Forzati e Clausole Eluse
Trasferimenti a centinaia di km senza tutele reali eludono le clausole sociali, colpendo sedi in Puglia, Piemonte e Sicilia con rischi per 7.000 posti solo in Enel. Mancano interventi governativi strutturati, aggravando vertenze come quelle di Konecta e Network Contacts.
Per tutelarsi dalle chiamate moleste di telemarketing aggressivo, iscrivetevi al Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO), un servizio gratuito che blocca le chiamate promozionali su numeri fissi e mobili italiani. Dal novembre 2025, filtri Agcom anti-spoofing bloccano chiamate da numeri falsi italiani, estesi a mobili e satellitari.
Iscrizione al Registro Opposizioni
Accedete a www.registrodelleopposizioni.it con SPID o modulo online, telefonate l’800 957 766 o inviate PEC/raccomandata. L’iscrizione annulla consensi pregressi, efficace entro 15 giorni; gestitela per rinnovo o revoca selettiva.
Azioni Immediate
Bloccate numeri sospetti via app operatore o funzioni telefono (iOS/Android).
Non divulgate dati personali e riagganciate senza interagire.
Segnalate a Agcom (tramite c760@agcom.it o sito) o Garante Privacy per verifiche.
Segnalazioni e Sanzioni
Agcom multa fino a 1 milione di euro per spoofing o chiamate abusive, con numeri brevi a 3 cifre certificati dal dicembre 2025. Usate difenditicosi.it per reclami su teleselling ingannevole e verificate operatori nel ROC.












