SpaceX ha ottenuto dall’autorità USA (FCC) il permesso di lanciare altri 7.500 satelliti Starlink di seconda generazione
SpaceX ha ottenuto dall’autorità USA (FCC) il permesso di lanciare altri 7.500 satelliti Starlink di seconda generazione, mentre gruppi cinesi stanno depositando all’ITU piani per mega‑costellazioni che, sommate, arrivano a circa 200.000 satelliti in orbita bassa.
Cosa succede con SpaceX
- La FCC ha autorizzato SpaceX a portare il numero di satelliti Starlink Gen2 da 7.500 a 15.000, dimezzando di fatto la richiesta originaria dell’azienda (quasi 30.000 satelliti).
- Questi satelliti serviranno sia per l’internet fisso via satellite sia per il direct‑to‑cell, cioè la connessione diretta agli smartphone con copertura globale aggiuntiva rispetto alle reti mobili terrestri.
I piani della Cina
- Diversi operatori cinesi (tra cui progetti collegati a Guowang e a nuove costellazioni commerciali) hanno depositato all’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) richieste per costellazioni da quasi 100.000 satelliti l’una, che complessivamente superano i 200.000 satelliti.
- Il piano presentato in sede ONU/ITU viene descritto come risposta strategica a Starlink, con obiettivi sia civili (broadband globale) sia militari e di sorveglianza, consolidando l’autonomia spaziale cinese.
Impatto e rischi
- Una tale proliferazione di satelliti LEO aumenta in modo drastico il rischio di collisioni e la produzione di detriti spaziali, con effetti potenzialmente critici per altre missioni e per la sostenibilità a lungo termine dell’orbita bassa.
- La corsa alle mega‑costellazioni sta anche accentuando la competizione geopolitica per il controllo delle infrastrutture di connettività globale, con possibili ripercussioni su regolazione internazionale, sicurezza e interferenze radio.
I nuovi satelliti Starlink Gen2 (V2 Mini e successivi upgrade approvati dalla FCC) sono più grandi, potenti e flessibili dei V1.5, con molta più capacità di banda e nuove funzioni come il direct‑to‑cell.
Piattaforma e dimensioni
- Massa indicativa intorno a 800 kg per satellite V2 Mini, circa il triplo dei V1.x.
- Pannelli solari: due ali da circa 52,5 m² ciascuna, per un’apertura (“wingspan”) complessiva intorno ai 30 metri.
- Altitudine operativa Gen2: nuovi “gusci orbitali” tra circa 340 e 485 km, con alcune orbite approvate specificamente a 340‑360 km.
Carico utile e capacità
- Antenne phased array di nuova generazione, più potenti, con supporto a più fasci simultanei (decine di beam in downlink e uplink).
- Capacità di traffico: ogni V2 Mini arriva a circa 96 Gbps di banda complessiva, circa 4 volte i 24 Gbps dei satelliti V1.5.
- I futuri blocchi Gen2/V3 sono progettati per scalare ulteriormente, con target di centinaia di Gbps a satellite in downlink secondo documentazione tecnica e roadmap pubbliche.
Bande di frequenza e servizi
- Bande principali dati: Ku e Ka per il servizio broadband utente (come per la prima generazione).
- Nuove bande ad alta frequenza: E, V e W per backhaul e capacità aggiuntiva, abilitate dalle ultime autorizzazioni FCC sui Gen2.
- Direct‑to‑cell: modulo radio 4G/LTE che usa lo spettro PCS G‑Block a 1900 MHz (accordo con T‑Mobile) e, fuori dagli USA, altre bande tra 1429 e 2690 MHz per servizio mobile‑satellitare.
Propulsione e gestione orbitale
- Propulsione elettrica con thruster Hall ad argon, più economici rispetto allo xeno e con 2,4× la spinta e 1,5× l’impulso specifico rispetto ai V1.5.
- Sistema pensato per manovre frequenti di de‑orbiting e collision avoidance, fondamentale nella densità delle orbite Gen2 a bassa quota.
Funzioni avanzate di rete
- Collegamenti laser inter‑satellitari (optical inter‑satellite links) per instradare il traffico direttamente da satellite a satellite, riducendo la dipendenza dalle stazioni di terra.
- Supporto sia a servizi FSS (fixed satellite service) sia MSS (mobile satellite service), con ottimizzazioni per latenza bassa e integrazione con reti terrestri 5G/4G.
I satelliti Starlink V2 Mini sono significativamente più grandi e massicci rispetto ai V1.5, con un design ottimizzato per maggiore capacità ma compatibile con il Falcon 9.
Confronto dimensioni principali
| Caratteristica | Starlink V1.5 | Starlink V2 Mini |
|---|---|---|
| Massa | ~300 kg | ~800 kg (circa 2,7 volte di più) |
| Corpo (larghezza) | ~1,3 m | >4,1 m |
| Pannelli solari | 22,68 m² (un pannello) | 104-116 m² (due ali da ~52,5 m²) |
| Wingspan complessiva | ~10-15 m | ~30 m |
Impatti sul lancio
I V2 Mini occupano più spazio nel fairing del Falcon 9, riducendo il numero di satelliti per lancio da ~57 V1.5 a ~21 V2 Mini, ma compensano con capacità di banda superiore del 50%.
Le dimensioni aumentate derivano da antenne phased array più estese, pannelli solari doppi e bus satellite rinforzato per orbite più basse.
I satelliti Starlink V2 Mini portano miglioramenti sostanziali nelle prestazioni rispetto ai V1.5, con focus su capacità di banda, efficienza e nuove funzioni.
Capacità di throughput
- Ogni V2 Mini offre circa 96 Gbps di throughput totale, contro i 24 Gbps dei V1.5, grazie a phased array più potenti e supporto a bande aggiuntive (E/V/W).
- Miglioramento del 50% nella capacità complessiva della costellazione, con latenza ridotta sotto i 20 ms in downlink.
Propulsione ed efficienza
- Thruster Hall ad argon con 2,4 volte la spinta e 1,5 volte l’impulso specifico rispetto al Krypton dei V1.5, per manovre più rapide e consumi ridotti del 60%.
- Pannelli solari doppio superficie (104-116 m² vs 22 m²) per maggiore autonomia energetica.
Nuove funzionalità
- Laser inter-satellitari (ISL) potenziati per routing mesh globale, riducendo dipendenza da gateway terrestri del 30-50%.
- Direct-to-cell integrato per connettività 4G/5G diretta su smartphone, assente nei V1.5.
- Supporto a orbite più basse (340 km) con migliore copertura e minor ritardo, ma maggiore densità.











