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App Immuni pronta per la sperimentazione: ecco come si presenterà

AGGIORNAMENTO 26/05/2020 L’app di contact tracing ‘Immuni’ partirà in via sperimentale in 3 regioni italiane: una del nord, una del centro, una del sud. Lo hanno confermato fonti del ministero della Salute. La data precisa e le regioni interessate non sono state ufficializzate, anche se si parla del 5 giugno in Liguria, Abruzzo e Puglia.  Prima del rilascio deve ancora arrivare l’ok da parte del Garante della Privacy sulla Dpia, la valutazione dell’impatto sulla protezione dei dati da parte del ministero della Salute, titolare del trattamento dei dati: “I titolari sono infatti tenuti non soltanto a garantire l´osservanza delle disposizioni del regolamento, ma anche a dimostrare adeguatamente in che modo garantiscono tale osservanza”, recita il Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione dei dati. Immuni sarà rilasciata in tutta Italia una decina di giorni dopo il periodo di prova, anche se al momento nessuno si sbilancia sulle date, che dovranno tenere conto del periodo di sperimentazione dell’app. Intanto, arrivano ad associazioni di consumatori segnalazioni degli utenti che denunciano la presunta “attivazione automatica” su smartphone con sistema operativo Android, di “servizi legati al Covid-19”. Ma non si tratta dell’app ufficiale Immuni e gli esperti di cybersecurity sono già al lavoro per cercare di chiarire la questione.

Si chiama Immuni l’app per tracciare i contagi da coronavirus in Italia. Il commissario Domenico Arcuri ha firmato l’ordinanza per realizzarla. Tra le 319 proposte arrivate, è stata scelta quella dell’azienda milanese Bending Spoons in collaborazione con il Centro Medico Santagostino. La Bending Spoons lavorerà gratuitamente e senza royalties, finanziando autonomamente lo sviluppo dell’app.L’app si compone di due aree principali. Il diario clinico, per tenere nota dello stato di salute e annotare eventuali sintomi del Covid-19. La sezione per il tracciamento dei contatti basato sulla tecnologia Bluetooth.Il telefono riconoscerà e salverà i codici dei dispositivi vicini. Se il paziente positivo dà il consenso al trattamento dei dati, sarà possibile tracciare le persone con cui è entrato in contatto. Nessuno dei dati raccolti verrà diffuso prima che il paziente abbia deciso di dare il consenso al loro utilizzo.

Alcune immagini ufficiali:

Disponibile per il download il 5 giugno 2020

Ma come funziona davvero Immuni? Stando alle informazioni emerse, l’applicazione sfrutterà la tecnologia Bluetooth, in maniera simile a quanto intendono fare Google e Apple, che nei giorni scorsi hanno siglato una storica alleanza per tracciare il coronavirus. Attraverso il Bluetooth, l’app rileverà la vicinanza fra due dispositivi e registrerà sullo smartphone di ciascun cittadino una lista di codici identificativi anonimi di tutti i device con cui è entrato in contatto.

Quando a un utente viene fatto il tampone, un operatore sanitario (che sarà in possesso di un’altra app dedicata) gli fornirà un codice, che serve al potenziale positivo a caricare i dati raccolti dall’app su un server. A questo punto, con il cloud computing viene calcolato il rischio di esposizione al coronavirus per ogni identificativo.

Niente geolocalizzazione ma un sistema di tracciamento basato sul Bluetooth a cui gli utenti si sottoporranno su base volontaria. L’obiettivo dell’app italiana, e dell’Unione Europea che vigila e detta le regole sulla realizzazione di questo tipo di app, è di arrivare a soluzioni diverse per il tracciamento degli spostamenti ma che abbiano un approccio e dei principi comuni. Non uno spiare le attività private dei cittadini, ma creare uno strumento utile per ripartire con la quotidianità e prevenire l’arrivo di nuovi contagi.

La tecnologia Bluetooth permetterà di registrare se lo smartphone sia entrato a contatto o meno nei giorni precedenti con una persona risultata positiva al coronavirus: se questo dovesse verificarsi, l’utente riceverà una serie di avvisi e notifiche che indicheranno i comportamenti da seguire, invitandolo alla prevenzione come autoisolamento e test diagnostico.

Ecco riassunto cosa dice il nuovo decreto in maniera di giustizia redatto il 30 aprile:

  • garanzie complete su anonimato e privacy tramite il codice numerico assegnato;
  • no alla geolocalizzazione degli utenti in nessuna circostanza;
  • dati conservati per un certo periodo di tempo e cancellati entro il 31 dicembre 2020;
  • il tracciamento è effettuato solo ed esclusivamente per dati di prossimità;
  • informazioni chiare e trasparenti fornite agli utenti prima dell’effettiva installazione.

Immuni: è obbligatorio scaricare l’app?

Nonostante le polemiche dei giorni scorsi, è il Premier Conte a mettere l’ultima parola sull’obbligo o meno di scaricare l’app: nell’intervento in Senato del 21 aprile il Presidente del consiglio ha chiarito che Immuni non sarà obbligatoria e il suo download sarà possibile su base volontaria.

Download disponibile il 5 di giugno 2020

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