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PROTESI DELL’ANCA: INTERVENTO, RIABILITAZIONE, PERICOLI

Salute e tecnologia

PROTESI DELL’ANCA: INTERVENTO, RIABILITAZIONE, PERICOLI

Tempo di lettura: 7 minuti

INTRODUZIONE

Se il femore è affetto da un’artrite grave, il dolore può essere così forte da diventare invalidante, fino a causare la completa immobilità del paziente; in questi casi viene spesso consigliato di procedere all’intervento chirurgico, così da ridurre i sintomi e recuperare la capacità di movimento.

L’intervento si rende necessario tipicamente in soggetti di età compresa tra i 60 e gli 80 anni (le attuali protesi sono progettate per durare per almeno 15 anni, quelle di ultima generazione anche 30 anni). La maggior parte dei pazienti operati beneficia di una significativa riduzione del dolore, nonché di un certo miglioramento nel raggio di movimento.

Se il medico vi consiglia l’intervento chirurgico, la decisione finale spetta comunque sempre e solo a voi e in questo breve articolo vi spiegheremo i rischi e i benefici dell’intervento chirurgico.

Semplificazione dell'articolazione dell'anca

iStock.com/Bezvershenko

CAUSE

L’articolazione dell’anca (coxofemorale) collega la gamba al bacino. La testa del femore possiamo immaginarla come una sfera che va a inserirsi in un incavo del bacino. Le superfici della sfera e dell’incavo devono essere lisce e scorrere perfettamente, senza causare dolore.

L’osteoartrosi, spesso chiamata anche semplicemente artrite, consiste in un’infiammazione cronica dell’articolazione, che nel tempo trasforma le due superfici che entrano in contatto, che diventano progressivamente sempre più ruvide ed irregolari: il paziente inizia a provare un dolore molto intenso e addirittura può perdere la capacità di camminare.

L’artrite dell’anca può essere provocata da un’infiammazione cronica dell’articolazione, oppure può essere causata da un trauma pregresso. Il dolore può interferire con le normali attività della vita quotidiana, perché, ad esempio, il paziente può avere molte difficoltà a camminare.

Altre condizioni in grado di causare danni all’anca includono:

  • artrite reumatoide,
  • una frattura dell’anca,
  • artrite settica,
  • spondilite anchilosante,
  • disturbi che causano una crescita ossea anomala (displasie ossee).

INDICAZIONI ALL’INTERVENTO

Una protesi d’anca è un intervento chirurgico importante, quindi normalmente viene preso in considerazione quando i seguenti trattamenti si rivelano non più sufficienti a garantire un adeguato sollievo dal dolore:

  • farmaci antinfiammatori, come l’ibuprofene,
  • bastone o il girello per favorire la mobilità,
  • iniezioni di steroidi (cortisone) o di acido ialuronico nell’articolazione dell’anca (infiltrazioni) a volte possono contribuire a diminuire il dolore e l’infiammazione,

Se il paziente è in sovrappeso, lo stress a carico dell’articolazione dell’anca può diminuire dopo una dieta che consenta un’adeguata perdita di peso. Prima dell’intervento la dieta può essere utile anche per aumentare le probabilità di successo dell’operazione. Per dimagrire si può iniziare a seguire una dieta povera di grassi e a praticare esercizio fisico con costanza e attenzione, compatibilmente con il proprio stato di salute generale.

PREPARARSI ALL’INTERVENTO

La preparazione dell’intervento influisce sia sul risultato dell’operazione sia sul tempo necessario alla convalescenza.

  1. Se fumate, smettete completamente o diminuite il numero di sigarette. Il fumo modifica la circolazione, rallenta la guarigione e la ripresa dopo l’intervento.
  2. Se bevete, evitate completamente l’alcol almeno nelle 48 ore prima dell’intervento.
  3. Se fate uso di stupefacenti, ditelo al medico. I narcotici e le altre droghe possono influire negativamente sull’esito dell’intervento.
  4. Seguite una dieta sana. Se siete in sovrappeso il vostro medico probabilmente vi metterà a dieta.
  5. Chiedete al medico quali esercizi di ginnastica fare prima dell’intervento.
    1. Se dovete farvi operare all’anca o al ginocchio, gli esercizi di rinforzo per la parte superiore del corpo vi permetteranno di gestire meglio le stampelle o il girello dopo l’intervento.
    2. Gli esercizi isometrici vi aiuteranno a salvaguardare la forza dei muscoli delle gambe.
    3. Ricordatevi anche di chiedere quali esercizi fisioterapici vi saranno prescritti dopo l’intervento. Se prendete confidenza con gli esercizi di fisioterapia e iniziate a praticarli già prima dell’operazione, li eseguirete più facilmente dopo l’intervento.

Le 24 ore prima dell’intervento di solito sono molto convulse, potete quindi ricorrere al seguente elenco per aiutarvi a controllare se avete dimenticato qualcosa.

  1. Fate il bagno o la doccia la sera prima dell’intervento, per diminuire il rischio di infezioni. In alcuni casi vengono suggeriti detergenti disinfettanti specifici.
  2. Non rasate la zona dell’intervento se non richiesto.
  3. Non truccatevi, non mettetevi il rossetto né lo smalto alle unghie (rimuovetelo se presente).
  4. Rimanete a digiuno dopo la mezzanotte del giorno dell’intervento: non mangiare e non bere nulla serve per prevenire la nausea causata dall’anestesia.
  5. Avete preparato la borsa per l’ospedale? Dentro la borsa dovrebbero esserci almeno:
    1. Un paio di ciabatte comode e resistenti, con suole antiscivolo.
    2. Una vestaglia o una camicia da notte lunghe.
    3. Una camicia da notte o pigiama di cotone leggero, da indossare sotto la vestaglia.
    4. Qualcosa da leggere.
    5. Tutta la documentazione medica raccolta.
    6. Tutti i farmaci che assumete regolarmente.
    7. Tutto il necessario per l’igiene personale, compresi: il pettine, la custodia della dentiera, la custodia degli occhiali e la custodia delle lenti a contatto. Lasciate a casa i soldi, le carte di credito e i gioielli!
    8. Una tuta larga e scarpe comode da indossare quando tornerete a casa.
  6. Se ancora non avete chiesto aiuto a nessuno, è arrivato il momento di farlo. Chiedete a qualcuno se può venire in ospedale una volta al giorno per controllare come state. Se vi farete aiutare, guarirete più velocemente: sforzarsi di fare tutto da soli è controproducente!

INTERVENTO CHIRURGICO

L’operazione viene effettuata attraverso un’incisione praticata all’altezza dell’anca. La testa del femore viene rimossa e la cavità viene preparata ad accogliere una superficie artificiale detta protesi.

La testa e il collo del femore sono sostituiti con una protesi di metallo di alta qualità, mentre la cavità viene sostituita con un guscio di metallo rivestito da plastica chirurgica ad alta densità.

La sostituzione dell'articolazione in tre fasi

iStock.com/metamorworks

A seconda del tipo, può essere necessario cementare la protesi all’osso: alcuni tipi di protesi, invece, non devono essere cementati, perché l’osso circostante cresce all’interno della protesi e la cementa autonomamente.

Alla fine dell’operazione la pelle viene ricucita e per, rimuovere l’eventuale liquido in eccesso, può essere usato un drenaggio.

Per realizzare le protesi dell’anca sono principalmente due gli approcci chirurgici disponibili.

  • Con la prima tecnica, quella più diffusa, il femore viene sostituito completamente.
  • L’altra tecnica operatoria prevede un accesso frontale e l’intervento chirurgico è definito “per via anteriore”. L’intervento per via anteriore richiede un’incisione più piccola e meno precauzioni postoperatorie.

L’intervento viene praticato normalmente in anestesia epidurale, ma sono possibili eccezioni (anestesia totale) a seconda delle caratteristiche del paziente.

La durata dell’intervento è generalmente compresa tra i 60 e i 90 minuti.

Chirurgia minimamente invasiva

In caso di sostituzione convenzionale dell’articolazione dell’anca, viene praticato un taglio relativamente grande (20-30 cm) affinché il chirurgo possa raggiungere il distretto obiettivo dell’intervento; una tecnica più recente, indicata come sostituzione dell’anca minimamente invasiva, necessità di un taglio più piccolo di circa 10 cm.

Questo approccio sembra essere altrettanto sicuro ed efficace quanto la chirurgia convenzionale, con l’ulteriore vantaggio di causare meno dolore post-operatorio.

DOPO L’INTERVENTO

A seconda del tipo di intervento potrebbe essere necessario evitare temporaneamente alcuni movimenti, come ad esempio:

  • incrociare le gambe,
  • piegare l’anca,
  • sedersi nel letto.

L’ortopedico vi dirà quali sono le limitazioni da osservare dopo il tipo di intervento che avete subito. Con il passare del tempo, riuscirete a muovervi sempre di più, sotto la stretta supervisione del fisioterapista.

Man mano che rinforzerete i muscoli dell’anca, riuscirete a riprendere la maggior parte delle vostre attività quotidiane. All’inizio probabilmente avrete bisogno del bastone o del girello, per non sovraccaricare troppo l’anca nuova. Alla fine, con ogni probabilità, sarete di nuovo in grado di camminare senza alcun sostegno.

Il dolore che si avvertiva prima dell’operazione dovrebbe a questo punto essere già sparito, mentre quello legato all’intervento potrebbe persistere per qualche tempo.

È generalmente possibile tornare a praticare attività leggere o al lavoro in ufficio in circa 6 settimane, così come guidare, ma i tempi sono soggettivi e vanno valutati con il proprio specialista.

IL RITORNO A CASA

La degenza in ospedale ha in genere una durata di pochi giorni, dopodiché il paziente viene dimesso e può fare ritorno a casa; è del tutto normale sentirsi molto stanchi all’inizio, l’intervento è importante e muscoli e tessuti che circondano la protesi richiederanno tempo per guarire.

Per guarire dopo l’intervento per la protesi all’anca o al ginocchio ci vuole tempo, però potete iniziare a prepararvi fin d’ora per facilitare e velocizzare la guarigione.

Programmare in anticipo è il segreto per minimizzare lo stress e ottimizzare i risultati.

  • Mettetevi d’accordo con qualcuno che vi riporti a casa e vi faccia compagnia nei giorni successivi all’intervento.
  • Quando siete in casa, mettete tutti gli oggetti che usate regolarmente in posti facili da raggiungere: non dovrete sporgervi verso l’alto o chinarvi.
  • Prendete in prestito un girello o le stampelle, e vedete se riuscite a muovervi comodamente in casa. Probabilmente dovrete spostare qualche mobile, o riorganizzare temporaneamente la casa, trasformando ad esempio il salotto in camera da letto.
  • Togliete i copriletti, i copridivani e i tappeti che potrebbero farvi scivolare. Spostate i cavi elettrici sui lati delle stanze, e fissateli saldamente al pavimento o al muro.
  • Fate qualche modifica in bagno: mettete una sedia nella doccia, mettete le maniglie per riuscire ad alzarvi meglio e sollevate la tazza del water con gli appositi ausili.
  • Fate scorta di oggetti che potrebbero esservi utili dopo l’intervento, ad esempio: un calzascarpe lungo, una spugna con manico lungo per lavarvi, una pinza per prendere gli oggetti bassi o lontani, un poggiapiedi, una maglia con tasche grandi o una borsa morbida per portare in giro ciò che vi serve.
  • Allestite un “centro guarigione”, dove trascorrerete la maggior parte del vostro tempo. Tenete a portata di mano: il telefono, il telecomando, la radio, i fazzoletti, la pattumiera, caraffa d’acqua e bicchiere, qualcosa da leggere e le medicine.

PERICOLI

L’operazione all’anca è generalmente molto sicura, tuttavia esistono diversi rischi e complicazioni, altamente improbabili ma comunque possibili. È necessario essere informati per riconoscerli qualora si presentino. Se li conoscete, sarete in grado di segnalarli tempestivamente al vostro medico.

Tra i rischi e le complicazioni possibili ricordiamo:

  • rischi connessi all’anestesia,
  • rischi connessi agli interventi chirurgici in generale,
  • rischi specifici per questo tipo di intervento.

Tra i rischi connessi all’anestesia ricordiamo:

  • infarto,
  • ictus,
  • polmonite,
  • formazione di trombi nelle gambe.

Sarà l’anestesista che vi darà tutti i dettagli su questi rischi.

Dopo l’intervento, di solito dopo alcuni giorni, si possono formare trombi all’altezza delle gambe, che iniziano a gonfiarsi e a fare male. I trombi, poi, possono spostarsi dalle gambe ai polmoni (embolia polmonare), provocando:

  • mancanza di fiato,
  • dolore al torace.

L’embolia è una condizione potenzialmente fatale, quindi è essenziale essere consapevoli dei sintomi per poterli riconoscere e rivolgersi tempestivamente al medico.

Per diminuire il rischio di formazione di trombi nelle gambe è fondamentale alzarsi dal letto il prima possibile dopo l’intervento. Il chirurgo, inoltre, può suggerire di indossare speciali calze elastiche per alcuni giorni dopo l’operazione; vi sarà inoltre richiesto di assumere farmaci anticoagulanti per un periodo variabile da alcuni giorni ad alcune settimane dopo l’intervento.

Tra i rischi più generali connessi agli interventi chirurgici in generale ricordiamo:

  • Infezioni, profonde o superficiali. Se la protesi è colpita da un’infezione, può essere necessario rimuoverla.
  • Emorragia, durante o dopo l’intervento. Può essere necessaria una trasfusione di sangue.
  • Dolore alla cicatrice o cicatrice brutta a vedersi.

Tra gli altri rischi e complicazioni ne esistono alcuni specifici di questo tipo di intervento. Come i precedenti sono molto rari, ma è comunque importante esserne consapevoli.

Gli organi seguenti si trovano nella zona della coscia e dell’anca, vicino a dove vi farete operare, e quindi possono essere danneggiati:

  • arterie e vene che raggiungono le gambe,
  • nervi che scendono nelle gambe: se sono danneggiati, le gambe possono diventare deboli o perdere sensibilità

La protesi, inoltre, si può quasi staccare dall’osso; la parte sferica può dislocarsi e fuoriuscire dall’incavo. In rari casi può verificarsi una differenza di lunghezza tra le gambe. L’anca con la protesi può non riuscire a muoversi bene come un’anca sana, perché rimane troppo rigida.

In alcuni casi l’intervento chirurgico può rivelarsi inutile, perché non solo non riesce ad alleviare il dolore, ma lo fa peggiorare. In casi rarissimi, il paziente può avere una reazione allergica potenzialmente fatale al cemento usato durante l’intervento.